Quarant'anni
Una lista a cui ho tolto i numeri
Oggi il mio punto di vista compie quarant’anni, e avevo scritto una lista, di quelle che vanno di moda su internet. Poi l’ho riletta e suonava come una chitarra scordata, dunque ho tolto gran parte delle minchiate che avevo scritto, trasformando la lista in uno scritto di quinta elementare.
Ci tengo a scrivere che ho smesso di correggere chi pronuncia male una parola, perché non aggiunge nulla se non la distanza. Come anche ho smesso di aspettarmi che la scrittura mi renda migliore, scrivere ti rende solo più onesto. Aggiungo che scrivere ogni giorno, anche male, batte scrivere bene una volta al mese. Scrivo sul telefono, sul diario, in pagine di computer; perlopiù fesserie.
Oggi, 30 luglio 2026, quarant'anni dopo quel lunedì mattina, ho appurato che le montagne insegnano la pazienza per accumulo, il mare la insegna per ripetizione, e il mare visto da lontano e il mare visto da vicino non sono la stessa cosa, e nessuno dei due mente. Inoltre le pecore al pascolo non giudicano mai, osservano e basta, mentre le città piccole insegnano a giudicare in fretta e le città grandi insegnano a rimangiarsi il giudizio.
E i fiori, le piante, la natura tutta, negli ultimi anni mi hanno insegnato a riconoscere le persone belle, e di quelle mi voglio circondare da grande.
p.s. Dedico la giornata di oggi a mia moglie, il fiore più bello che abbia mai visto e anche l'autrice di questa foto.


